dopo aver letto e scritto tanto sul codec DVCPROHD e sulle schede P2, in un sul colpo ho potuto testare entrambi sulla nuova Panasonic HPX171
Elenco di seguito un insieme di impressioni così come annotate durante l'uso in registrazione e post produzione, suddivise per argomenti. Al termine le considerazioni finali che daranno seguito a successivi post considerativi.
- menu ed user friendly:
il detto "ad ognuno il suo", mai è più adatto alla circostanza: abituato ad operare con videocamere sony, dopo molti anni mi riaccosto a panasonic. Il cambio è notevole e sarebbe
ingiusto giudicare quale sia meglio l'uno o l'altro, poichè giudizio personale.
Mi limito a rilevare ancora una volta la distribuzione di tasti e regolazioni poco accessibili in ripresa e confezionati per un uso della macchina su cavalletto. L'abbinamento di zoom motorizzato con spostamento automatico della ghiera sull'obiettivo ne ostacola la stabile impugnatura: non si sa dove mettere la mano sinistra. Altro dicasi per il tasto MODE.
Panasonic non prevede l'uso della leva di accensione per la scelta modalità rec o vcr. Limitata al rec, rimanda le funzioni post produttive e di revisione a detto tasto. Poco sensibile alla pressione, ostacola la connessione firewire celandone l'accessibiltà solo con una continua pressione dello stesso. Non si può scegliere la lingua del menu tra i settaggi, resta solo quella inglese. Inserire la copertura dell'obiettivo nel paraluce avrebbe giovato rispetto ad un enorme tappo (pari alla sezione del paraluce) che spesso si lascia a casa per non trasportarlo durante le riprese.
- Telaio
Il bilanciamento senza scheda P2 e batteria è perfetto, con la seconda la macchina propende verso il retro, ma rimane ben controllabile. Il peso è equo per la fascia di camcorder e le
corte misure la rendono trasportabile senza fatica. L'assemblaggio e i materiali impiegati sono migliori che nel modello avccam hmc151. La qualità è palapabile i tasti stabili.
- schede P2
cuore e curiosità principale per questo sistema tapeless, panasonic dedica poca attenzione. Nelle istruzioni cartacee (guida rapida, anche troppo), così come nel file pdf in bundle, la
sezione di funzionamento informatico, per questo tipo di camcorder meriterebbe più attenzione e approfondimento. Un'adeguata informazione e presentazione delle schede P2
aiuterebbe.
Nell'uso si rivelano rapide ed efficaci, prive di bug, reattive a rapidi REC and STOP rispetto al nastro o alle registrazioni su HDD.
- display e mirino
panasonic non abbonda in risoluzione e grandezza. Rispetto a modelli pari di altre marche il display sembra "monco" e il mirino miope. Su un camcorder di questo livello panasonic
poteva fare uno sforzo in più. Ottime le informazioni di funzionamento e regolazioni. Stessa cosa dicasi per la gestione dei metadata (clip), nominabili, verificabili, leggibili, catalogabili.
- codec e standard
non mi dilungo sui meriti del codec DVCPROHD. Esalto invece la duttilità della camera ad operare in tutti i formati dello scibile video. In SD come in HD permettendo il cambio di settaggio tra una ripresa e l'altra sulla stessa scheda P2. In quaunque momento, secondo esigenze, si può registrare una clip a 1080i o 1080p o 720p o 576 ecc... DV, DVCpro, DVCproHD tutto sulla stessa carta.
Le soluzioni migliori si hanno a 1280x720 25p con frame rate variabili. Non ci sono artefatti di compressione, pixel in esubero. L'immagine è pulita e priva di esagerata saturazione o di colori inverosimili.
- workflow editing NLE
il rapporto con sistemi NLE ed il mio workflow apple (notebook-camera) è stato immediatamente semplice. Ad esclusione del trovare il tasto MODE nascosto (vedi precedenti considerazioni). Con cavo firewire e il camcorder a fungere da lettore scheda P2, importare le clip in progetto FCP è un attimo.
Spesso nei benefici dei sistemi tapeless si legge la "velocità di importazione". Non è tutto vero perchè questa varia in funzione alla dimensione della clip. Con settaggi avanzati questa può durare il doppio dei minuti registrati. Falso pensare che 10 minuti di registrazione equivalgano a pari di importazione o addirittura inferiori.
Il piano di lavoro e l'editing con la risoluzione 720p ricorda il vecchio DV. Semplice, rapida elaborazione e rendering, agevole esportazione ed archiviazione. Tempi inferiori ad avchd e hdv.
Bello scoprire il montaggio in clip intraframe progressive, con tagli netti, puliti ed ottenimento di effetti slow motion allo stato dell'arte. L'archiviazione attraverso Media Manager in FCP è rapida e indolore, senza rischi di perdita dati. Consigliabile comunque non cancellare i dati nella P2 fino alla chiusura del progetto archiviato.
- batteria
qui il limite è più nella durata delle schede, perchè i miei 30min garantiti da una P2 a 32gb la batteria li copre fino a doppiarli e permetterti di lavorare ancora in post produzione. Instancabile.
Tempi di ricarica lunghi. Peccato per la mancata indicazione (o stima) di residuo carica in minuti o percentuale (tipo infolithium sony). Solo indicatore a display dello stato di carica.
Una settimana di prove ed esperimenti per apprezzare questa macchina e la sua tecnologia. Effetti e risultati ottimi seppur non straordinari rispetto ad antagoniste in commercio.
Come premesso il giudizio si ferma qui, perchè considerazioni se ne possono fare all'infinito, cominciando dal fatto che per tale esborso economico è innegabile aspettarsi di più, con maggior attenzioni in molti aspetti e una qualità da cinema.
Invece la buona qualità video, inalterabile, resistente a trasformazioni e compressioni, ma che necessità di un occhio scientifico per riconoscerlo da video ottenuto con camcorder anche meno costosi e sofisticati. Per oltre 6000euro ci si vorrebbe discostare di molto da altre videocamere, la hpx171 lo fa ma solo nei settaggi più avanzati e solitamente meno usati. Opta per la riconferma dei telai già su altri modelli passati e non sono evidenti studi su migliorie funzionali aggiornate ai ns tempi.
La soluzione? Non c'è rimedio in questa fascia di compatte, perchè in un modo o nell'altro tutte hanno un punto debole o se vogliamo di compromesso. Nel rispetto delle dimensioni, del peso, del prezzo (elevato), qualcosa si deve levare. Sony ad es. ha scelto vie più prestazionali nelle ottiche ma perde nel codec video.
Probabilmente ottiche più performanti o sensori ancora più prestazionali, avrebbero aiutato, ma che macchina sarebbe uscita e a che prezzo??
E' il concetto e l'inquadramento commerciale dei camcorder compatti prosumer che deve essere rivisto, sulla falsa riga di quanto fatto da RED nel cinema digitale.
Proprio su questi aspetti concentrerò futuri post.