Non so cosa ne pensiate, ma per le mie esigenze, la tentazione di limitare il più possibile peso ed ingombro di una videocamera, sono sempre forti. Questo di solito coccia con le prestazioni ottenute da queste micro macchine, che ovviamente sono paragonabili ad autovetture utilitarie rispetto a segmenti più evoluti (smart vs. golf). Così era da un po che seguivo con attenzione videocamerine tascabili, in forza della curiosità di testare il codec AVCHD che sta diventanto lentamente uno standard video.
Escludendo a priori prodotti con codec di proprietà (Jvc, Samsung, Sanyo), quindi evitando difficoltà e incompatibilità nell'elaborazione dei video successivamente la registrazione, ho individuato Panasonic e Sony. Standard AVCHD, la HDC9 con 3ccd la seconda SR12 con Cmos exmor. Per panasonic la tentazione era rivolta al piccolo ingombro e al sistema di registrazione su schede SD che in futuro dovrebbero essere adottate su camcorder pro. Per sony la possibilità di valutare il nuovo sensore abbinato alla registrazione su capiente HDD e con una struttura esile ma non micro per non concedere alibi alle prestazione di codec e sensore.
Ha prevalso quindi la sony.
Sono solito nn scendere nella descrizione di tutte le caratteristiche tecniche (basta 1 clic qui), perciò vado al sodo:
- compatibilità con Mac sia iMovie che FCP (attraverso Log and transfer) riconoscono la macchina e importano le clip nella queue. Collegamento con docking station e porta USB, traferimento dati sopportabile;
- rivista grafica ed impostazioni del menu.
Più facile ed intuitivo con funzioni touch screen su LCD da 3,2";- L'estica, per case e aspetto non è cambiata da modelli precedenti, fin dalla prima introduzione di handycam con hard disk. Qui di certo sony non vince per fantasia e innovazione. Stabilità e impugnazione della macchina un po ne risentono;
- Prestazioni video AVCHD in full HD. Intanto sony dichiara un frame rate 16mbit/s mentre FCP ne rileva una media di 14,5 mbs. In tutte le condizioni di luce sono spariti gli sfarfallii tipici della registrazione tapeless. I colori rilevati sono sinceri, ovvero ne saturati tipo cartone animato (molto in uso nelle fotocamere di ultima generazione => verdi fosforescenti o paesaggi alla van gogh). Rilevazione di tutte le corrette gamme e distinguo di tonalità. Ottima profondità di campo. Con poca luce, unico inconveniente (sopportabile), ritardo nella messa a fuoco quando ci si sposta velocemente da un oggetto all'altro e in zoomata. C'è anche il mirino mobile, ma sostanzialmente è più scenico che utile;- Hard disk capientissimo 120Gb anche alla massima qualità video (4 regolazioni 2HD e 2SD). Non ci sono ritardi nell'avvio della registrazione e la sensibilità comandi tele e avvio Rec sono perfetti;
Sono rimasto colpito da questa macchina, che mi offre speranze per future generazioni di modelli tapeless, anche più performanti. Ho espresso giudizi positivi perchè ricavati nel test svolto, in condizioni, luoghi e a soggetti vari. Sia chiaro però che questa sr12 non è certo in grado di sostituire modelli pro (la sony fx1 sia in SD che HDV ha ancora molto margine da offrire).

Quel che posso solo rimarcare (già fatto in questo blog) è la distribuzione delle componenti: sostanzialmente guardando bene la sr12, abbiamo un obiettivo (piccolo 37) cui alla dx è stato collocato l'HDD e l'hardware e alla sx l'ampio LCD. Mi chiedo se non si possa fare di più di una sorta di grosso hot dog al silicio? Riapro quindi la mia personale crociata: se i modelli handycam per loro stessa definzione devono risultare portatili, rendiamoli tali. Perchè la sr12 è ultracompatta ma non la si pone di certo in tasca e nn intendo d'estate (troppa pretesa) ma anche nei tasconi di un giaccone invernale. Ridistribuire gli spazi vorrebbe dire tirar fuori dagli archivi i vecchi progetti dei camcorder a sviluppo orizzontale, che stavano anche in una tasca laterale di un pantaloncino estivo (sony PC350 o 1000 - canon HV10). Misura e sviluppo che potrebbero esser ulteriormente agevolate con l'abbandono di HDD sostituite da schede di memoria.

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